L?N.P.A., la Lista Civica Nazionale e Beppe Grillo
Mi ero fortemente ripromesso di non ritornare più sull’argomento, sia perché per me è ormai archiviato e privo di interesse, sia perché finora ne ho parlato più di quanto non abbiano fatto mai gli stessi promotori. Alludo alla questione della Lista Civica Nazionale (LCN) e, più in generale, ai problemi politici di quell’area situata tra il reale ed il virtuale che si può chiamare in vari modi, ma che forse oggi, alla luce dell’inattesa risonanza mediatica che ha avuto il V-Day, potremmo tranquillamente definire come quella della protesta civile contro la casta partitocratica; una serie di istanze morali di rinnovamento democratico, di riaffermazione della società civile e della legalità. Se invece torno ancora a parlarne è per un solo motivo; le novità degli ultimi giorni mi spingono a dare una risposta a diversi iscritti, simpatizzanti o semplici osservatori delle vicende dell’N.P.A. (anche alla luce di quello che è stato ed è il ruolo del ‘Nuovo Partito d’Azione’ all’interno di questa area e di quanto è accaduto dal V-Day fino ad oggi 27 settembre ) i quali ci chiedono di far fronte comune con i vari Grillo e grillini e con la Lista Civica Nazionale. Qualcuno lamenta anche il fatto che l’8 settembre a Bologna non c’era nessuno del nostro Partito. Qualcun altro addirittura non sa ancora che noi neoazionisti siamo usciti il 2 luglio scorso dalla LCN (come quel blogger che, ancora il 13 settembre scorso, scriveva testualmente: "Personalmente non conosco Grillo ma certi grillini milanesi sì e inoltre c’è un fermento sulle liste civiche unificate che dovrebbero dar vita ad una lista civica nazionale chiamata ‘Repubblica dei cittadini’ (accessibile anche da Libera Cittadinanza) che coinvolge direttamente gente come Veltri, Pancho Pardi, Pino A. Quartana del Nuovo Partito D’Azione (piccolo nei numeri, ma non nei propositi), lo stesso Alagna (presidente nazionale delle liste civiche), Beha e probabilmente in un secondo momento, ormai prossimo, coinvolgerà anche Fo, Rame,Travaglio e se ne avrà il coraggio lo stesso Grillo oltre ad altre personalità"). Si avverte in tanti italiani, specialmente in tanti giovani, la speranza che si crei un vasto fronte di protesta e di resistenza contro le degenerazioni della politica e, quindi, del tessuto morale del Paese. Il discorso sarebbe davvero molto lungo, ma siccome molte cose le ho già dette in passato su questo stesso blog ed altrove cercherò di aggiungere solo le novità. Quali sono le maggiori novità degli ultimi giorni? Una l’ho appena ricordata; il V-day e l’esplosione del fenomeno Grillo sul quale magari ritornerò successivamente in altri post. L’altra, è non meno clamorosa; Grillo ha sconfessato la Lista Civica Nazionale e, di conseguenza, negli ultimi giorni si è scatenata sul web una velenosa polemica dei fans delle opposte schiere (che invece sembravano a diversi osservatori essere la stessa schiera). Volano parole pesanti; gli uni accusano gli altri di incoerenza e di tradimento della comune battaglia, gli altri arrivano addirittura ad accusare i primi di essere poco meno che degli accattoni della politica che vogliono strumentalizzare il V-day e cogliere il frutto delle fatiche altrui. Dopo che il comico genovese ha scritto clamorosamente a caratteri cubitali sul suo blog che non ha nulla a che fare con la LCN, i grillini imperversano anche sul blog di Alagna chiedendogli di cancellare il logo del V-day dai manifesti che annunciano la prima vera prova di piazza della LCN, programmata per il prossimo 6 ottobre a Roma in Piazza Farnese. Quando ho saputo di questa incredibile presa di distanza di Grillo non volevo crederci, poi ho pensato che Veltri, Alagna e Pardi (lascio stare Beha perché non ha, secondo me, alcun ruolo decisionale ed alcuna colpa) hanno raccolto quello che si meritano. Nonostante abbiano finora costruito la strategia della LCN nella segreta e speranzosa attesa che Grillo mettesse a loro disposizione le truppe dei suoi ‘grillini’, presupposto essenziale della prospettiva di successo della LCN per le prossime elezioni politiche nazionali, i tre della Lista Civica Nazionale si sono visti, del tutto inaspettatamente, sbattere da Grillo la porta in faccia, si sono sentiti esclusi dal fronte comune o, peggio, si sono visti sconfessati: Grillo va per conto suo, divide i suoi destini (ammesso li abbia mai uniti) da quelli del trio AVP e, a parer mio, rende vani i loro sforzi, perché per la LCN sarà del tutto impossibile competere con la piazza di Grillo. Quindi con il "tradimento" di Grillo, l’impresa LCN diventa obiettivamente ad altissimo rischio di figuraccia. Legge del contrappasso; hanno escluso e sono stati esclusi. Chi di voltafaccia ferisce, di voltafaccia perisce. Hanno operato un voltafaccia e sono stati benserviti con un altro voltafaccia, quello di Grillo. Ma chi avevano escluso precedentemente e perché? Avevano escluso proprio me, come segretario nazionale dell’NPA. O meglio; prima mi hanno escluso dal Comitato promotore e poi hanno fatto in modo che me ne andassi del tutto, cosa che ho fatto immediatamente ritirando la mia firma dal loro Manifesto. Ho preso dunque le distanze da loro ben prima di Beppe Grillo, il quale però, a tutt’oggi, non mi risulta ancora che abbia ritirato la sua firma dal ‘Manifesto per la riforma della politica’, così come molti dei suoi giovani fans gli chiedono di fare; in effetti, servirebbe un gesto di chiarezza da parte del comico (non solo questo gesto di chiarezza, a dire il vero), ma la chiarezza in quell’area, l’ho imparato strada facendo, è una chimera. Quell’area è anzi il regno della furbizia e dell’ambiguità, esattamente gli stessi vizi che i leaders della protesta antipartitocratica contestano alla casta partitocratica. Ma torniamo ai fatti. Perché hanno escluso proprio me? Mi hanno escluso perché, a loro detta, io rappresentavo un partito. Ma anche prima, nei mesi precedenti, io rappresentavo un partito, e la cosa andava bene per loro. Poi, ad un certo punto, senza dire niente, all’improvviso, proprio come adesso fa Grillo con loro, hanno cominciato a cambiare le carte in tavola ed il progetto iniziale, a cui io avevo contribuito molto in rappresentanza dei miei compagni neoazionisti, redigendo, tra l’altro, un piano articolato che inviai il 9 febbraio di quest’anno a Pardi e a Veltri, è stato stravolto. Alla fine il buon esito del progetto (che avrebbe dovuto dar vita ad una Federazione e non alla LCN sic et simpliciter) veniva a dipendere unicamente da Grillo e anche da Alagna. Questi ultimi due, seppur adesso su fronti separati, auspicano un superamento dei partiti o addirittura la distruzione dei partiti, due pericolose schiocchezze la cui conseguenza non sarà nient’altro che compattare la casta trasversale in un unico blocco ancor più granitico, ed impermeabile non solo ad un V-day, ma anche a dieci V-day. Mi hanno escluso perché per blandire oltre ogni ragionevolezza e misura Beppe Grillo, che, a sentire Veltri, non voleva sottoscrivere un manifesto, quello veltriano, dove apparissero le firme di sigle organizzate (di partiti soprattutto), si sono rimangiati la parola e gli accordi (proprio come fa adesso Beppe Grillo con loro) che io avevo preso con loro a nome dell’N.P.A. Per fortuna, ho dei testimoni di quanto dico. Uno è proprio Oliviero Beha, che era presente alla prima riunione del 3 febbraio, riunione che è riportata nel suo ultimo libro "Italiopoli". Per accontentare e blandire Grillo fino in fondo, Veltri è andato anche in due piazze del V-day, ma mesi di corteggiamento, molto probabilmente a senso unico, non gli sono serviti a niente. Grillo li ha pubblicamente sconfessati, facendogli fare oggettivamente, non me ne vogliano gli interessati, la figura dei dilettanti e degli improvvisatori, per non dire altro. Se la cosa può consolarli, c’è il fatto che neanche Grillo ha una sua strategia vincente, a meno che mandare tutti a quel paese, anche i potenziali amici ed alleati, anche Nanni Moretti, ora finanche la LCN, non sia una strategia politica o una strategia politica vincente. Se per strategia vincente alludiamo alla creazione di un fronte, proprio di quel fronte auspicato da molti, anche da alcuni simpatizzanti NPA, abbastanza forte e in grado di far cambiare rotta al Paese, Grillo non ce l’ha. Ma, e qui voglio rispondere a chi negli ultimi giorni ci ha posto questo problema, la cosa non dipende da noi, non è colpa nostra se non si crea, non c’entra nulla il fatto che noi dell’NPA non ci siamo fatti vedere nelle piazze del V-Day. Per costruire questo fronte occorre un progetto chiaro e ben articolato, una strategia seria e tanta lealtà fra i sodali. Sul sito della LCN un risentito lettore scrive polemicamente all’indirizzo del Beppe nazionale: "la coerenza non fa parte della comicità. Sbaglio?". Cosa si può dire a questo simpatizzante della LCN? Se volete andare per quei mari, quei pesci poi pigliate. Ci vogliono coerenza ed un serio disegno strategico cioè tutto quello che è sempre mancato e manca sia alla LCN, sia a Grillo. E questo era esattamente il nostro intento. Per questo volevamo prima di tutto che questa area politica scegliesse senza esitazioni di collocarsi nell’alleanza di centrosinistra, non certo perché amiamo alla follia l’Unione prodiana, tutt’altro, ma perché fino a quando il sistema è maggioritario la terza forza esterna ai poli che prende il suo bel 1 o anche 2% non serve a nulla. Suquesto punto Alagna dal blog del sito della LCN ha cercato inopportunamente di polemizzare con me affermando: "Certo è che la storiella di far vincere Berlusconi per decidere una acritica appartenenza allo schieramento di centrosinistra non convince più nessuno". Da tener ben presente che Alagna in fondo non è un nuovissimo della politica e si dimentica spesso che la sua estrazione è quella del centrosinistra tanto è vero che è stato eletto alle ultime regionali nel Lazio proprio nello schieramento di centrosinistra, con precisione, nella lista di Marrazzo, e che è presidente di una commissione regionale. Inutile cercare di fargli capire che la probabile futura vittoria di Berlusconi non è una storiella, ma una cosa tremendamente seria, quasi una certezza ormai, e che il terzo polo dell’1% serve solo a far perdere il centrosinistra, ma nulla di più. Anzi, la LCN sarebbe ininfluente anche per la stessa sconfitta del csx visti i sondaggi più recenti. Niente da fare; Alagna è uno che ragiona così. Noi neoazionisti volevamo anche che tutti i narcisismi, tutti i complessi da ‘prima donna’ (ognuno si sente in quell’area il centro dell’universo), tutte le gelosie ed i rancori personali fossero messi da parte e quindi volevamo che questa aggregazione, che poi è diventata la LCN, facesse un discorso serio anche all’IDV, ai Verdi e ad altre forze della sinistra, ai partiti parlamentari ed extraparlamentari, alle associazioni. Invece, il progetto ha preso, ad un certo punto, un’altra piega. Adesso fioccano i ‘distinguo’; Grillo ha sì firmato il manifesto, ma questo non voleva dire partecipare al progetto della Lista Civica, altri controbattono che Grillo sapeva bene cosa stava firmando e che firmando si offriva addirittura come garante della Lista (per cui ovviamente si suppone che se uno si espone fino al ruolo di garante, poi non si mette a fare il concorrente di ciò che da lui viene garantito ecc.). In realtà, alcuni fans del comico non avrebbero neanche torto; firmare un manifesto è una cosa, Grillo o Fo o Travaglio, ne possono firmare (e ne firmano) tanti nello stesso tempo, poi, però, dal ‘Manifesto’ fino all’essere parte attiva di un progetto politico-elettorale ce ne corre. Resta comunque il fatto che Grillo è o avrebbe dovuto essere un Garante della LCN. Questa è una delle tante questioni su cui chiedevo chiarezza e chiarezza non c’è mai stata, tanto è vero che ancora oggi navigando sul sito della lista civica e cliccando sulla pagina dei garanti non appare nulla. Vuota. E poi quale avrebbe dovuto essere il ruolo specifico dei garanti, questione-chiave intorno alla quale gira la polemica grillini-civici? Neanche questo è mai stato chiaro ed io che avrei voluto un regolamento interno alla LCN scritto in un buon italiano (e non in politichese) non l’ho ancora capito. Non ho mai avuto modo di leggere niente di scritto al riguardo. Forse, mi sono distratto, ma non so dove è che i ‘civici’ parlano di questo tema, visto che non c’è nemmeno l’elenco ufficiale dei garanti sul loro sito e che alla data odierna (27 settembre 2007) la pagina relativa risulta essere ancora in costruzione. Non voglio neanche approfondire, anche perché la questione non mi interessa più ai fini pratici, quale è stato il contributo finora dato dai Garanti alla LCN. Di certo, posso solo dire che grande, veramente grande, fu la mia meraviglia la mattina del 31 maggio scorso al Capranichetta di Roma nel non vedere nessuno dei Garanti nella sala in cui veniva presentato il ‘Manifesto per la riforma della politica’. La politica dei nomi arcifamosi del giornalismo, dello spettacolo e della cultura da usare come esca per attrarre le allodole non era lungimirante, secondo l’NPA. Non poteva funzionare, non poteva essere il criterio per formare la lista dei firmatari del manifesto. L’avrò detto tante volte a Veltri, a Pardi e ad Alagna, poi mi sono stancato. Non capivo e continuo a non capire perché accanto a nomi indubbiamente molto noti ce n’erano alcuni, onestamente parlando, di non grandissima eco. Allora se volevano i grossi nomi della tv perché non ingaggiare magari Flavia Vento che anche i vecchietti che giocano a carte nella piazza del ridente paesino ciociaro di Sgurgola conoscono? E che senso aveva far credere che ci fosse (o che c’è) il sostegno, foss’anche solo simbolico, di personaggi come Franca Rame, che è impegnata in un partito strettamente concorrente come l’Idv, come Beppe Grillo che voleva andare per conto suo (e non era difficile capirlo) già mesi fa? La notizia dell’ultima ora è la ciliegina sulla torta di questa fallimentare gestione della LCN; anche Lidia Ravera è andata per altri lidi. E’ candidata nella lista veltroniana del PD a Roma. In sintesi; le cose a parere mio e dei miei compagni di Partito bisogna farle bene e con chiarezza prima di tutto. Poi, bisogna definire un percorso strategico, porsi tanti problemi organizzativi, ipotizzare con quale legge elettorale si voterà e così via. Esattamente ciò che io chiedevo inutilmente a Veltri o a Pardi. Sempre in tema di chiarezza, un altro blogger si è posto giustamente questa domanda: "Beppe Grillo: un uomo che si rimangia la sua stessa firma. Due sono le cose: 1. Beppe Grillo non ha mai firmato 2. Si è veramente rimangiato tutto: coerenza = 0. Non so quale delle due è peggio". Chissà se lo sapremo mai come sono andate le cose. Quel che sembra purtroppo certo è che i leaders della cosiddetta ‘antipolitica’ amano tenere i propri seguaci ancora più all’oscuro di come fanno i leaders della politica ufficiale, della politica partitica, che almeno ogni tanto uno straccio di comunicato stampa te lo mettono sul loro sito internet. Io ho capito una cosa; che l’area politica di cui stiamo parlando è piena di ambiguità, furbizie,sottili cinismi, incoerenze, per cui non si capisce mai chi strumentalizza chi (Di Pietro strumentalizza Grillo o viceversa?, Veltri strumentalizza Grillo, come accusano i grillini, oppure Grillo si è servito di Veltri, come dicono i ‘civici’?). Cari amici e compagni che ponete proprio a noi dell’NPA la questione di creare un fronte comune, ecco perché non è stato possibile farlo, come noi avremmo veramente desiderato. Ci siamo battuti allo spasimo per crearlo e per crearlo su basi serie (dicendo ciò non mi rivolgo solo ai miei, ma mi rivolgo anche alla base della LCN che queste cose ha il diritto di saperle) ed hanno fatto in modo che ce ne andassimo proprio e solo noi. Ma, vedete, una cosa è cercare un compromesso mantenendo ben sicure l’identità e la dignità politica e personale, con la chiarezza, con la lealtà reciproca, con la trasparenza pubblica, un’altra è avventurarsi su una carovana dove si gioca a ‘fregacompagni’ (chiedo venia per la definizione un po’ alla Di Pietro) tra cinismi, ambiguità, personalismi esasperati (tutto quel che resta quando non si tratta più da soggetti politici con altri soggetti politici) in club politici ristrettissimi all’insegna di un mix di qualunquismo + vippismo televisivo + snobismo radical-chic. Volevano i nomi noti, televisivamente noti, gli amici della LCN? Ed io gli ribattevo; sì, vanno bene i nomi dello spettacolo o della televisione, ma le truppe dove sono?, chi le mette, se non una rete molto ramificata di piccoli partiti, associazioni, movimenti, e, perché no?, anche di liste civiche? Noi come azionisti proponevamo un criterio inclusivo, non lasciar fuori nessuno che avesse buona volontà nella costruzione di questo vasto fronte, mentre adesso va di moda il criterio esclusivo, prima si escludono gli azionisti, poi lo stesso Grillo esclude i civici da un progetto comune. A che serve il nome di grande richiamo spettacolare e mediatico, se poi non ci sono le truppe? Non è il grande nome che ti va a raccogliere le firme, che ti trova i candidati nelle province più lontane. Eccoli serviti adesso; ‘lo gran Rifiuto’ del comico ha fatto capire bene come si affrontano in quell’area i problemi di strategia. Il comico il problema non l’ha affrontato ma l’ha semplicemente reciso alla fonte. Buon per lui che è un comico e che, come ha ripetuto anche nei giorni scorsi, non è tenuto né a organizzare schieramenti, né a proporre soluzioni serie ai mali italiani. Che volete da un comico? D’altronde, per parlare anche delle strategie del…Genovese, che strategia è quella di ridurre la complessità e la nobiltà (e direi anche la drammatica serietà) della protesta riducendo quest’ultima ad un plebeo e ludico ‘movimento vaffanculista’, degnandosi di rilasciare, dall’alto della sua insindacabile autorità morale, solo ridicoli bollini blu Chiquita 10 e lode alle liste civiche perfettamente allineate con l’esatto pensiero grillesco? Quali sono le vie d’uscita dalla crisi italiana oltre ai gentili inviti di andare a quel paese distribuiti un po’ a tutto l’universo-mondo? Come si mettono a frutto le energie positive e feconde di questi ragazzi dei Meet-up, se non c’è uno straccio di strategia politica e se c’è, da parte di Grillo, solo l’ansia di erigere steccati, di valorizzare solo il suo giardino o il suo ‘giardinetto’, di praticare esclusioni alla fonte, di porre o, quanto meno, ispirare diktat escludenti propri od altrui (come quello subito da noi azionisti ed eseguito per via indiretta e come quello riservato poi agli stessi ‘civici’ per via diretta)? Grillo, dal canto suo, sguazza a suo piacimento nell’ambiguità delle sue scelte di vita. Vuol decidersi a farci sapere cosa vuol fare? Vuol fare il comico o il politico? Non dubito che Grillo sia un comico bravissimo capace di far ridere tantissima gente. Se, però, la trovata del bollino blu sulle ‘sue’ liste civiche è l’annuncio del suo debutto da politico e se partorirà ancora qualche idea simile non dubito parimenti che riuscirà a far ridere anche come politico. Ecco che rispondo ancora una volta ai tanti compagni e amici che si rammaricano delle divisioni delle forze di protesta e di rinnovamento e che si chiedono come mai non diamo il nostro contributo al movimento di Grillo o a quello di Veltri. Se volete sapere perché non si riesce a costruire un fronte come quello da voi auspicato, cari compagni, dovete chiedere spiegazioni a Beppe Grillo, ad Antonio Di Pietro, a Elio Veltri, a Pancho Pardi ed a Roberto Alagna, non a noi. Per quanto ci riguarda direttamente, noi a quest’area politico real-virtuale abbiamo già dato.





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